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LA KICKBOXING A CATANZARO: L'INIZIO

Il 29 gennaio del 1985, presso il palazzetto dello sport di Catanzaro, si svolse la prima manifestazione di Kickboxing nella città capoluog...

giovedì 12 aprile 2007

L'ALLENAMENTO DI BUAKAW POR.PRAMUK


Il noto atleta tailandese BUAKAW Por Pramuk* - apprezzato combattente del circuito della kickboxing K-1 - si allena presso il Por Pramuk Gym di Mr. Pramuk Rochannatan, promotor presso il Lumpinee Boxing Stadium.
"La palestra" si trova in mezzo alla natura ed è possibile frequentarla anche per gli occidentali.
Se volete informazioni ecco l'indirizzo e-mail: info@muaythaiporpramuk.com .
Gli allenamenti- naturalmente - si basano sull'arte da combattimento MUAY THAI e sono divisi per principianti, intermedi ed esperti.
Questo è il programma da allenamento che viene rispettato presso il Por Pramuk Gym:
MATTINA
5.30: PRERISCALDAMENTO
6.00: 8-10 KM DI CORSA
7.20: DRILLS
7.40: SHADOW BOX (4 minuti per 5 rounds )
8.10: BAG WORK ( 4' per 5 rounds )
8.30: PAO WORK ( 2 per 5 rounds )
9.00: CLINCHING / SPARRING
9.20: ESERCIZI ( chin ups, push ups, sit ups, push ups bar )
9.40: SHADOW BOX ( 2 per 3 rounds ), coll down stretch
POMERIGGIO
16.00: PRERISCALDAMENTO
16.10: 3-5 KM DI CORSA
16.30: SKIP
16.50: SHADOW BOX ( 4' per 5 rounds )
17.25: BAG WORK ( 4' per 5 rounds )
18.05: PAD WORK (4' per 5 rounds )
18.35: CLINCHING/SPARRING
19.05: DRILL ( come al mattino )
Questo training tutti i giorni tranne la domenica.....
Allenamento bello tosto, vero?
* la sua scheda è pubblicata con post del 13/03/07

mercoledì 11 aprile 2007

KARATE: IL BOGU KUMITE


Sapevo benissimo che il Karate così come lo conosciamo oggi deriva da quello praticato ad Okinawa ( vedi sopra l'immagine* di questa isola ) e che questi si differenzia da quello comunemente conosciuto in Occidente.

Non sapevo- invece - che sempre ad Okinawa veniva praticato una sorta di combattimento a contatto con l'uso di protezioni, il cui nome è Bogu kumite.
E' grazie a un libro, "Karate sconosciuto", edizioni mediterranee, di Enzo Montanari che apprendo questa notizia ( notizia almeno per me... ).
Enzo Montanari, nato a Milano il 1948, è stato tra i primi praticanti di Karate in Italia. Secondo per due volte ai campionati del mondo di questa disciplina e poi terzo a Los Angeles. Dopo aver lasciato l'agonismo, Montanari, si è incamminato in un percorso personale che lo ha portato a studiare il Kung Fu, lo stile cinese Iron Palm e quindi ad approfondire ulteriormente le sue conoscenze sulle Arti Marziali.
Fonte di questo articolo/post è il libro sopra citato.
Le protezioni ( Bogu ) sono una maschera con grata in acciaio ( Men ), un corpetto protettivo ( Do ) e dei guanti ( Kote ). Le regole principali del Bogu Kumite sono queste: l'incontro dura tre minuti, viene interrotto quando si verifica un fuori combattimento ( esiste il KO quindi.. ) oppure se uno dei due combattenti ha totalizzato tre punti. Finito l'incontro vince chi ha totalizzato più punti.
E' da sottolineare che il punto non viene assegnato dall'arbitro se la tecnica non è affondata bene!
Esiste una differenza sostanziale quindi tra il Karate praticato in Occidente e quello praticato ad Okinawa. Questo pone dei seri dubbi anche sulla differenza tecnica tra le due versioni, la prima che potremo chiamare Karate moderno e la seconda Karate classico.


Se ci si addentra in questa ricerca si può arrivare anche alle eventuali origine cinesi del Karate classico o alle sue influenze cinesi. Senza per questo - come si suol dire in questi casi - perdersi nella notte dei tempi.
Se poi è vero che alcuni pioneri - americani quindi - del Full Contact erano dei marines di stanza nella base americana di Okinawa, non è plausibile affermare - così come fa il Maestro Montanari - che il Bogu Kumite possa considerarsi il Full Contact originale.

Il Full Contact sin dall'inizio, infatti, sperimentò ed inserì nel suo bagaglio tecnico il Pugilato. Non penso che il Bogu Kumite abbia fatto altrettanto.
La seconda foto che vedete è tratta dal sito http://www.milleniumartialarts.com/ryukyu si riferisce ad un torneo di Bogo Kumite disputatosi ad Okinawa il 1967.
Un altro sito che può esservi utile per l'argomento trattato è http://www.kushu.com.
Dobbiamo comunque ringraziare il Maestro Montanari per il contributo dato nella conoscenza delle Arti Marziali stesse.



martedì 10 aprile 2007

FIGHT CLUB, GLI ULTIMI MATCH DEL K-1

Concluse la mie ferie da questo Blog... e se non avete visto ieri sera la trasmissione Fight Club su Eurosport vi racconto quello che è successo durante il K-1 World GP 2007 svoltosi presso la Yokohama Arena in Giappone l'ultimo 4 marzo scorso.
Tutti bei match quelli trasmessi ieri e con clamorosi e tremendi KO.

Incominciamo dal più eclatante dei match, Jerome Le Banner* contro il giapponese Junichi Sawayashiki. Sicuramente sarà successo qualcosa ( voi sapete cosa??.... ) a Le Banner, e probabilmente alla sua gamba destra. Perché ad un certo punto del match lui ha solamente boxato ed anche male. Il giapponese, veloce con i pugni, girando attorno al ring è riuscito a stare alla larga di Jerome ma poi alla corta distanza è riuscito a metterlo a terra. A un certo punto gli ha fatto anche volare il paradenti ( se volete vedere le foto del match visitate questo sito http://jerome-le-banner.over-blog.com/ ). Vince quindi il giapponese.

Allora Jerome?!?!? Cosa succede??.

L'altro match, Ray Sefo* contro Semmy Schilt*. Sefo accorcia le distanze - l'unica cosa che forse poteva fare - e con una tecnica di pugno fa cadere Schilt!! Quest'ultimo si riprende subito. Sefo si lancia contro il gigante ed ecco che gli arriva un diretto sinistro di Schilt e Sefo subisce un KO durissimo. La sua faccia si deforma per un attimo e gli occhi vagano per un momento per conto loro... Ho reso l'idea???? Attention, attention Mr Sefo. Attenzione perché alla lunga questi KO lasciano il segno.

Un altro bel match, un altro tremendo KO. Ruslan Karaev* contro Badr Hari. I due danno vita a uno spettacolare incontro. Karaev riesce a mettere a terra il suo avversario, quando questo si alza gli si avventa contro, sferra un gancio sinistro ma Hari l'anticipa con un gancio destro e Ruslan va KO. Un KO più duro di quello subito da Sefo!!

Musashi* perde all'extra round per KO contro Yusuke Fujimoto.

A questi livelli la kickboxing del K-1 è veramente spettacolare ma speriamo che ci sia un ricambio generazionale al più presto perché i grandi incominciano ad invecchiare sportivamente e a subire troppi KO e all'orizzonte non si intravedono combattenti degni di sostituirli.
*NOTA BENE: PUOI LEGGERE LE SCHEDE Di QUESTI COMBATTENTI SU QUESTO BLOG:
- la scheda di Jerome Le Banner è pubblicata con post del 01/05/06
- la scheda di Semmy Schilt: 13/05/06
- la scheda di Musashi: 16/06/06
- la sheda di Ray Sefo: 28/08/06
- la scheda di Ruslan Karev: 07/09/06

lunedì 2 aprile 2007

ARTI MARZIALI, RITORNO ALLE ORIGINI

Nella foto* vedete il fondatore dello stile di Karate Kyokushinkai, MAS OYAMA ( 1923-1994 ), allenarsi con i suoi allievi in mezzo alla natura.

Allenarsi all'aperto era normale un tempo. Anche quando furono costruiti le prime palestre, dojo in giapponese, la consuetudine voleva che l'allenamento si svolgesse anche all'aria aperta, tra la natura.

Potete immaginare i benefici!
Respirare aria pura mentre si eseguono le tecniche, forme o kata ( sempre utilizzando un termine giapponese ), combattere. Il risultato ottenuto lo dimostrano, semmai ce ne fosse bisogno, la forma fisica dei suoi praticanti.

Lo scopo di questi allenamenti per alcuni Maestri era soprattutto quello di respirare meglio effettuando esercizi per migliorare il proprio Ch'i ( in lingua cinese ) o KI ( in giapponese ).

Grandi figure del tempo che fu delle Arti Marziali come Mas Oyama addirittura si ritirarono per un periodo in mezzo alla natura. Qui si allenaroro e crearono il loro stile da combattimento.

Praticare le Arti Marziali in questo modo ma anche insegnarle derivava anche dalle influenze filosofiche e religiose del mondo orientale.


Il Maestro e fondatore dell'Aikido, MORIHEI UESHIBA ( 1883-1969 ) ritratto in quest'altra foto ne fu grandemente influenzato. Io stesso ho visto un video che riprende il Maestro con i suoi allievi nel praticare l'Aikido tra la natura, anche di notte. Non che non avessero una palestra, semplicemente questa struttura era in mezzo (!) alla natura. Da qui la possibilità di potersi allenare all'aperto quando si voleva.

Questa esperienza migliorava sicuramente anche l'aggregazione tra allievi e tra allievi e Maestro. Anche se certamente i Maestri riservano questo privilegio solo ai migliori.

Tra i fautori di questo tipo di allenamento ci fu anche Gogen Yamaguchi ( 1909-1989 ) grande Maestro del Karate Goju Ryu.

In tempi più recenti ci ha provato l'olandese THOM HARINCK con il suo team Chakuriki a creare un gruppo unito. Famosi sono anche i loro duri allenamenti all'aria aperta.

Adesso potete pensate che il non poter ripristinare tutto ciò sia solo colpa dell'aria malsana di Milano piuttosto che di Roma o di altra città italiana? La vera motivazione è tutt'altra. Le Arti Marziali sono diventate da tempo un affare, un business.

E alcuni, ripeto alcuni, "Maestri" hanno il solo bisogno di guadagnare o di arrotondare la propria paga. Davanti al danaro le ideologie, anche le amicizie, si piegano.

Pare che un altro gran Maestro, YIP MAN ( 1893-1972 ) del Wing Chun Kung Fu non si facesse pagare. Non so se questo è vero ma certo è che i Maestri che adottavano questa politica si potevano permettere di accettare o meno gli allievi. Il legame tra Maestro e allievo era formato non da un rapporto di danaro, io ti pago e tu mi insegni, ma da un rapporto di vero rispetto verso il Maestro e di sincero insegnamento verso l'allievo.

Sì, perché anche con le bugie si guadagna. E i venditori di fumo sono sempre dietro l'angolo.

Se forse è anacronistico pensare in questo senso a un ritorno alle origini delle Arti Marziali probabilmente è anche fuori luogo definire Arte ciò che è una vera e propria strategia di guadagno attraverso di esse.

*la foto è tratta dal sito web www.masutatsuoyama.com/

sabato 31 marzo 2007

VIDEO: CALCIO DI P.AERTS

Vuoi sapere perché viene soprannominato "The Dutch Lumberjack" (il boscaiolo Olandese)Peter Aerts*?

Vedi questo mini video e lo capirai.....



Tra l'altro si nota la differenza per come viene eseguita la tecnica di calcio nella Muay Thai rispetto alle Arti Marziali.

*Se vuoi leggere la sua scheda, vedi il post pubblicato su questo Blog il 3 maggio'06.








venerdì 30 marzo 2007

KICKBOXING K-1, NOTIZIE EVENTI





Il prossimo 28 aprile si disputerà alle Hawaii, USA il K-1 World GP 2007. Di seguito potete leggere i nomi dei combattenti e i loro abbinamenti iniziali nei match.


Interessante sarà il super fight Remy Bonjask* contro Glaube Feitosa*, 3 round da 3 minuti con la solita possibilità dell'extra round.


*Se vuoi leggere la scheda di Bonjasky leggi il post pubblicato su questo Blog il 14 maggio'06, quella su Feitosa è pubblicata con il post del 20 ottobre '06.



martedì 27 marzo 2007

I LIMITI DELLA KICKBOXING, ultima parte

continua dal post precedente

Se non hai classe, talento in ogni cosa che fai puoi arrivare fino ad un certo punto ma non oltre. Così è anche nella Kickboxing.

La Kickboxing è uno sport, uno sport da combattimento e quindi la preparazione atletica ha un aspetto fondamentale nella sua pratica. Forse oggigiorno anche troppo.

Questo è un limite, il secondo* limite di questo sport. L'eccessiva attenzione alla pratica atletica, trascurando magari quella tecnica, crea atleti forti, resistenti che basano il loro valore sulle loro capacità fisiche, capacità che però svaniscono col tempo.

Se abbandonate la pratica della KB la prima cosa che vi lascierà è proprio la vostra preparazione atletica l'ultima sarà quella tecnica e naturalmente la classe. Una pratica basata soprattutto a livello atletico vi lascierà vuoti. Incomincierete ad ingrassare e la pratica della kb sarà stato solo una parentesi della vostra vita.

Se volete potrà essere così, se volete invece che la kb vi accompagni per molti anni della vostra vita seguite i miei modesti consigli.

1°) Fondamentale è trovare un bravo insegnante che alle basi della vostra kickboxing porrà la tecnica. Tanta, di tecnica, tanta. Vi innamorerete di questo sport, quindi, anche scoprendo la grande differenza che c'è tra un calcio tirato alla buona e quello, invece, eseguito con tecnica. Diffidate dagli atleti e dagli insegnati con tanti muscoli e poca tecnica, diffidate.

2°) Se praticate la parte agonistica della kb dovete curare moltissimo l'allenamento atletico. Questo non è un controsenso a quello che ho scritto prima, se a monte c'é la tecnica! L'allenamento che aumenterà la vostra resistenza a livello cardiovascolare, la potenza nei vostri pugni e calci è basilare. Corsa, salto della corda, pesi, riprese al sacco, ai colpitori, saranno fondamentali nel vostro training.

3°) A conclusione della vostra carriera agonistica, breve o lunga che sia, a conclusione dei vostri anni giovani che vi hanno dato motivazioni, tempo e forza fisica e mentale per coltivare, perseguire l'efficacia nel combattimento vi rimarrà il bagaglio tecnico e una valida esperienza che potrete mettere al servizio degli altri con l'insegnamento.

4°) In questo periodo dovreste tenere costante, anche se con carichi e frequenze minori, proprio la parte atletica della kickboxing che diventerà per voi una sorta di fitness. Scoprirete, quindi, i benefici di questo tipo di allenamento che non vi abbandonerà mai. Con lo streching, l'allenamento cardiovascolare e l'uso moderato dei pesi insomma sarà per voi una gioia scoprire nella kickboxing il suo valore nel campo del benessere fisico. Valore che altri già conoscono anche se a discapito dell'efficacia nel combattimento, con la pratica dell'aerokickboxing.

In questo modo la kickboxing non sarà, sempre se a voi interessa, sport per una stagione.

* per il primo leggi il post precedente

giovedì 22 marzo 2007

I LIMITI DELLA KICKBOXING, 1a parte


Ho praticato ed insegnato la Kickboxing e conosco - quindi - personalmente anche i limiti di questo sport. E pur essendo un fautore della KB stessa vorrei condividere con voi questa mia riflessione.
Con la premessa - però - di ricordare quello che ben sappiamo e cioé che tutti gli sport possono creare nei loro praticanti traumi e infortuni e che anche le Arti Marziali - praticate a suo tempo pure dal sottoscritto - non sono esenti da questi rischi, anzi!
Per me - in sostanza - due sono i limiti della KB: l'usura del corpo dell'atleta connesso anche al rischio infortuni e il troppo "atletismo" di questo sport.
- L'usura del corpo e il rischio infortuni
Quando parliamo di kickboxing intendiamo quello sport da combattimento che include varie specialità, dalla kickboxing semi contact, alla kb light contact, alla kb full contact addirittura anche alla thai boxe. Almeno in questa sede accettiamo in questo senso il termine di kickboxing.
Questo per premettere che l'usura del corpo e il rischio infortuni dipendono e variano anche da quale specialità praticata.
Comunque sia soprattutto ginocchie, tibie sono soggette ad essere maggiormente esposte ad usure e infortuni.
Le ginocchie. A furia di tirare calci, saltare il ginocchio dell'atleta viene sottoposto a sforzi e a risentirne sono le cartilagini stesse. Tra l'altro eventuali contrasti, la sfortuna di combattere con principianti (da evitare!!!!) può causare danni ai menischi o al legamento crociato del ginocchio stesso.
Le tibie. Anche se in gara, non per quelle della thai, si utilizzano le protezioni le nostre tibie sono spesso soggette a traumi o microtaumi. Con il passare del tempo, se non sappiamo proteggerle e curarle, le tibie possono danneggiarsi.
Esiste poi l'infortunio che avviene durante il combattimento, lo sparring. Setto nasale e costole sono le parti più a rischio. Gli incidenti non dovrebbero avvenire ma possono capitare. Se questo avviene - però - l'auspicio è che succeda solo tra combattenti esperti, che hanno consapevolezza del rischio stesso. L'infortunio accade - quindi - non per imperizia ma perché può far parte di questo sport.
Personalmente ho conosciuto un grande professionista della kickboxing full contact. Combattere era il suo mestiere, veniva pagato per questo.....ma il suo setto nasale era rovinato. Ma questa era la sua professione!
Non è bello che invece questo tipo di infortunio accada tra principianti.
Purtoppo in Italia non esiste una legislazione che tuteli il praticante perché chiunque può diventare un istruttore di KB, chiunque può insegnarla. Tra l'altro questo sport e le sue regole non sono ancora molto conosciute. C'é molta confusione. E nella confusione si possono inserire i cattivi maestri.
Non è da sottovalutare, poi, che pur di guadagnare i titolari delle palestre non si fanno scrupolo di inserire tra i loro istruttori chi in effetti non ha l'esperienza per farlo e pur di aumentare i propri iscritti accettino di far praticare i corsi di kickboxing a chi non ha proprio la testa a posto....
L'immaturità dei cattivi maestri, allievi fuori di testa e alcuni titolari di palestre contribuiscono a creare gli infortuni nella kickboxing.
continua....